Slitta ancora di qualche giorno il dissequestro della Bozzoli metalli srl di Marcheno, la fonderia al centro delle indagini per la scomparsa di Mario Bozzoli dalle 19.15 del 8 ottobre scorso. La fabbrica era stata posta sotto sequestro dal 10 ottobre e, dopo varie sollecitazioni anche da parte delle organizzazioni sindacali di categoria, la Procura di Brescia aveva ipotizzato di dissequestrare l’azienda entro venerdì 15 gennaio, ma la scadenza non potrà verosimilmente essere rispettata. Un passo avanti è comunque stato fatto: le scorie dei forni della fonderia, in questi mesi passate al setaccio dai tecnici nominati dalla Procura, saranno presto trasferite nei capannoni di un’azienda nel milanese, a disposizione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo che ha già svolto numerose indagini sul materiale a sua disposizione, nel tentativo di trovare qualche traccia biologica che possa far risalire a Mario Bozzoli. Il sospetto, infatti, è che l’imprenditore sia finito in un forno dell’Azienda, che funziona a temperature dagli 800 ai 1.200 gradi. La Procura di Brescia ha individuato l’azienda che ospiterà il materiale che sarà prelevato dalla Bozzoli, ma il sostituto procuratore Alberto Rossi, prima di firmare il decreto di trasferimento e poi quello di dissequestro della fonderia, aspetta il parere dell’azienda milanese sull’impatto ambientale delle scorie dei forni che arriveranno da Marcheno. Individuata anche l’azienda che trasporterà le scorie: ogni trasferimento costerà 650 euro. Nella giornata di mercoledì 13 gennaio inoltre i sindacati incontreranno la proprietà dell’azienda per poter dare rassicurazioni ai dipendenti, di fatto senza lavoro dal 10 ottobre 2015.

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