Non è la prima volta che i dipendenti della NK scendono in strada e danno vita, con le organizzazioni sindacali Femca Cgil e Filca Cisl, ad un presidio. Presenti nella manifestazione di questo mercoledì davanti ai cancelli dell’azienda, i rappresentanti dei sindacati, i sindaci di Ceto e Capo di Ponte, il presidente della Comunità Montana che lunedì ha convocato un incontro con consiglieri regionali e parlamentari. Tutti d’accordo sul fatto che si deve impedire la chiusura dello stabilimento: le conseguenze sul piano sociale sarebbero disastrose. La prima soluzione è quella di convincere il Gruppo Alpini a portare avanti la commissione fino alla fine del 2016 e proseguire con il contratto di solidarietà per i lavoratori. Ma l’azienda bergamasca in Regione nell’incontro fra le parti richiesto dal consigliere regionale camuno Donatella Martinazzoli, non aveva lasciato speranze. Dunque come reinventare lavoro per un settore in crisi? Come salvare quei 72 posti di lavoro? Ci sono imprenditori disponibili a farsi avanti? Ci sono progetti che le istituzioni possono studiare con il territorio, per portare avanti l’attività di un’azienda nata nel 1956 e che vanta al suo interno, altissime professionalità che altrimenti andrebbero perdute? Domande oggi senza una risposta. Ma le speranze sono le ultime a morire e per la NK non è ancora detta l’ultima parola.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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