Tutto il mondo si tinge di tricolore. I colori della Francia colorano i monumenti simbolo delle capitali: dalla Statua della Libertà, alla Porta di Brandeburgo, agli Emirati Arabi, fino ad arrivare alle statue che simboleggiano la cultura nelle nostre scuole. All’ingresso dell’Istituto Superiore Decio Celeri di Lovere, accanto ai colori della Francia e alla bandiera dell’Europa, ci accoglie uno striscione con la scritta “La verità si farà strada”. Difficile capire, per tutti indipendentemente dall’età e dal grado di istruzione, dove sia la verità. Difficile orientarsi in mezzo alle migliaia di notizie che si fanno strada sui social network, dove dopo il 13 novembre, il popolo del web ha riversato la sua rabbia, la sua paura, il suo sgomento. Dove circolano centinaia di articoli, fotografie e video. Dove tutti si dicono solidali alla Francia e condividono i suoi simboli, dove tutti si sentono ugualmente vicini nel dolore ma ugualmente lontani nella reazione. C’è chi accusa i Governi, chi accusa il buonismo, chi accusa le campagne d’odio, chi cita la Fallaci, chi le risponde con Terzani. Chi vuole rispondere al fuoco con il fuoco, chi vuole rispondere all’odio con l’amore. Se su Internet le notizie, le immagini e i commenti, ci “colpiscono” senza filtri, nei talk show, giornali e telegiornali, i dibattiti ci dovrebbero aiutare ed orientarci in un mondo di parole, accuse, proposte. Ma i social riflettono una società disorientata così come disorientanti sono i botta e risposta fra i politici. Una confusione che è uno degli effetti sperati dal terrorismo. Come dice la parola stessa, è la diffusione del “terrore”, l’arma che l’Isis impugna. Ed è per questo che Rainews24 ha annunciato che non diffonderà più i video e le immagini dell’Isis, ha deciso che d’ora in poi la penna e la voce del giornalista, farà da filtro, e non da mezzo di propaganda, alla paura.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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