Non è certo piacevole sentirsi rispondere no all’ invinto di mantenere operativo un servizio che per chi vive in montagna e anche di turismo, diventa fondamentale.
E la conclusione è corale, tra Selvino e Aviatico: «La montagna è dimenticata da tutti e chi decide e legifera sulla montagna non sa di cosa parla: non sa nemmeno dove siamo». Sono parole di Diego Bertocchi sindaco di Selvino il quale non nasconde l’amarezza e mentre clima e calendario portano gli operatori commerciali a pensare al Natale, fa due conti. Se è vero, come pare, che la funivia, che stando ai dati forniti da Sab, movimenta 40 mila utenti all’anno è l’unico mezzo di trasporto pubblico rimasto per poter raggiungere l’altopiano di Selvino durante le prossime feste è altrettanto vero che le uniche alternative rimangono o i tornanti che da Gazzaniga salgono fino a Ganda e poi a Selvino, oppure da Nembro, ma sia gli uni così come gli altri certamente scomodi da percorrere a seguito del probabile congestionamento di mezzi. Bertocchi annuncia la sua battaglia : “ci muoveremo come amministrazione in tutte le sedi e con tutti i canali” – in un periodo che pullula di iniziative, dal concorso letterario «La fiadi Selvino» ai mercatini di Natale, dal Capodanno in piazza a concerti e mostre, senza dimenticare che a Selvino si scia sul monte Poieto. Quando l’auto è d’obbligo Le date da bollino rosso sono l’8 dicembre, dal 25 al 31 dicembre – che d’altronde coinvolge tutta la provincia, con lo stop del trasporto pubblico extraurbano che continua ad alimentare polemiche –, il 1° e il 6 gennaio, poi Pasqua, Pasquetta, il 25 aprile, il 1° maggio, il 2 giugno «e insomma tutti i giorni festivi ed importanti per Selvino», fa notare il sindaco. Così era stabilito (e stampato sulle tabelle degli orari), così è stato confermato di recente, dopo il no alle richieste avanzate dai sindaci Bertocchi e Michele Villarboito di Aviatico. Chiedevano, e l’hanno chiesto ufficialmente in Provincia con una lettera datata 29 settembre, la reintroduzione delle corse della funivia soppresse nelle festività, proponendo anche di reintrodurre le corse scolastiche Aviatico-Nembro delle 6,30 e Nembro-Aviatico delle 14,31 per un totale di 180 chilometri e di prolungare la corsa scolastica delle 12,50, sulla linea Selvino-Rigosa, fino alla località Ponte Algua in coincidenza del pullman Zogno-Bracca-Ponte Algua per un totale di 100 chilometri settimanali. Di contro, in un’ottica di contenimento della spesa, suggerivano di sopprimere sulla linea S20a Altipiano le corse feriali delle 9,25, 10,25 e 17,25 e la festiva delle 11,55, per 307 chilometri settimanali. Il no fa chiedere al sindaco calciatore se «un cittadino a mille metri non conta come uno di pianura? Tuttavia i costi per vivere in montagna triplicano rispetto ad abitare in pianura. Gli enti si rimpallano responsabilità, ma alla fine chi ne subisce le conseguenze sono i cittadini del posto – vedi esercenti e quanti hanno impegnato risorse per organizzare eventi – e da fuori, come la famiglia di Albino e i due anziani di Bergamo i quali hanno annunciato che quest’anno diserteranno la premiazione de «La fiaba di Selvino» in programma il 27 dicembre. Montagna di serie C? E il sindaco giustamente non ci sta.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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