Una famiglia che vive in località Mora di Sonvico di Pisogne, sulle ripide pendici della montagna verso la Val Palot, ha deciso di dedicare energia, tempo e investimenti alla coltivazione del bambù, dove aver incontrato in una fiera agrobiologica a Montichiari i responsabili del Consorzio Bambù Italia noto con il nome commerciale di “OnlyMoso”. La famigliola composta da papà, mamma e tre figli piccoli, è già vocata alla coltivazione alternativa e biologica: infatti coltiva con qualche successo anche lo zafferano, piccoli frutti e ortaggi. Ecco dunque la scintilla che ha fatto scoccare la nuova avventura con il bambù: un terreno abbandonato e invaso da piante infestanti tyra i castagneti, 600 piantine messe a dimosra ed una buona cura costante e la piantagione sta iniziando il suo corso. Il bambù ha un campo molto vasto di applicazioni sia storiche che attuali: nella creazione di armi, trappole, vele, carta, tessuti, telai per biciclette, armaci e filtri per aria e acqua. In ambito alimentare, i germogli della pianta sono utilizzati come alimento e dalle foglie si ottengono particolari bevande alcoliche. Le canne sono oggi utilizzate in Cina per la fermentazione del vino. Il frutto maturo è una sorta di grande drupa di circa un chilo che si usa in cucina. Coraggio, voglia di sperimentare, dedizione alla terra e un po’ di fantasia ed ecco che tra i castagneti abbandonati, tra i rovi spinosi, compare una nuova forma di vita: il bambuseto della mora di Sonvico di Pisogne.

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