Passano i giorni, ma il giallo non si risolve, continuano le ricerche – che nel fine settimana sono state di nuovo estese fuori dalla fabbrica e in modo particolare hanno interessato il fiume Mella – ma di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno scomparso all’interno della sua fabbrica l’8 ottobre scorso dopo aver telefonato alla moglie, dicendole che arrivava per cena, nessuna traccia. Giallo nel giallo, la morte, qualche giorno dopo, di uno dei dipendenti che la sera della scomparsa di Mario Bozzoli si trovava in fabbrica, Giuseppe Ghirardini, trovato morto sulle rive del torrente Arcanello domenica 18, ucciso, pare – ma si attendono ancora le analisi tossicologiche – da una malore. Era scomparso da casa il mercoledì prima, giorno in cui avrebbe dovuto essere risentito dai carabinieri. Il giorno prima di sparire aveva fatto nove telefonate alla ex moglie che vive in Brasile con il figlio della coppia. La donna non aveva potuto rispondere. Intanto questo lunedì mattina sono ricominciate le ricerche all’interno della fonderia Bozzoli, il luogo dove inquirenti ed investigatori ritengono stia la soluzione del giallo. Ormai si stanno cercando tracce di un delitto, di cercano tracce di un corpo. In mattinata infatti ha fatto ritorno alla Bozzoli anche Cristina Cattaneo l’anatomopatologa consulente nominata dalla Procura insieme all’esperto in metallurgia Cesare Cibaldi. Da giorni stanno facendo accertamento sulla montagna di scorie di lavorazione che si trovano nei piazzali della fabbrica, residuo dei forni destinato all’eliminazione in cui si spera di trovare traccia di Mario. L’obiettivo degli inquirenti oggi pare sia quello di rintracciare frammenti di protesi al titanio che il figlio di Mario, Claudio, odontoiatra, aveva impiantato al padre. Questo materiale, infatti, fonde a temperature ben più alte degli 800-900 gradi dei fondi della fonderia dove potrebbe essere stato gettato Mario Bozzoli per farlo sparire. Si continua a lavorare, si continua a cercare, gli inquirenti non escludono nulla, infatti, come detto, nei giorni scorsi, le ricerche si sono spostate anche nel fiume Mella che scorre dietro la fabbrica dei Bozzoli e dove dallo stabilimento c’è un accesso non sorvegliato dalle telecamere. Indagini lunghe e complesse come ha sempre detto il procuratore di Brescia Tommaso Buonanno che le sta seguendo passo passo. Un caso davvero molto intricato che sta tenendo con il fiato sospeso tutta la comunità di Marcheno, ma l’intero paese. Le trasmissioni nazionali, infatti, continua a parlare del giallo di Marcheno che continua comunque a restare avvolto dal mistero.

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