Un proiettile davanti alla porta del garage di casa. Lo ha trovato sabato notte Walter Semperoni. Rientrando attorno all’una, ha notato per terra il proiettile e ha immediatamente sporto denuncia contro ignoti, ai carabinieri di Clusone. Candidato alla carica di primo cittadino e fra i fondatori del comitato “Tutti per la Valle”, il lizzolese ha fatto recentemente parlare di sé per la sua presa di posizione contro la presenza così numerosa, di profughi nelle valli montane come la sua e per la gestione dell’accoglienza a Lizzola, dove in un centro di 120 abitanti si arrivano a contare 100 immigrati. Il gesto intimidatorio potrebbe essere legato alle sue idee, anche se è solo l’ipotesi che appare più probabile. Trovarsi un proiettile davanti alla saracinesca del proprio box è comunque un fatto inquietante, ma Semperboni più che spaventato si dice amareggiato e si dice determinato nel ribadire, che grossi gruppi di richiedenti asilo sono difficile da gestire e soprattutto il territorio non è in grado di attivare per così tante persone in un posto solo, i percorsi verso l’integrazione. Si rischia solo di replicare il caso Montecampione di qualche anno fa, dove solitudine, noia ed isolamento dilagano. Gli stessi rifugiati avano dato vita ad una protesta. Per questo è stato chiesto un incontro con il Prefetto.  Il ritrovamento del proiettile arriva dopo una lettera minatoria spedita via posta a marzo a Romina Riccardi, capogruppo di minoranza della Lega Nord in Consiglio comunale, che pure si era opposta all’arrivo di altri 46 richiedenti asilo, così come comunicato dalla Prefettura, sempre a Valbondione.   Anche in quella missiva il mittente anonimo precisava che le minacce erano collegate alla sua amicizia con Semperboni. Sul caso indagano i carabinieri della Compagnia di Clusone.

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