La conclusone della decima edizione delle giornate del Patrimonio artistico-culturale di Vallecamonica che vanno sotto il grande capitolo di “Del bene e del bello” ha avuto un momento particolarmente intenso al Musil di Cedegolo, dove è stata allestita una grande mostra dedicata a Franca Ghitti, nei cui ampi spazi ora si possono svolgere numerose iniziative anche convegnistiche, formative, associative. Il contenitore industriale che fu casa e macchina dell’energia idroelettrica oggi diventa casa e macchina di idee e iniziative per il territorio e del territorio. Lo ha ampiamente illustrato, con un’intensa e briosa passeggiata storico-architettonica-sociologica, il noto critico d’arte Philippe Daverio, stimolato in questo da Massimo Negri, Direttore dell’European Museum Academy. Daverio ha esordito con una bella serie di frasi ad effetto che, se ben analizzate, hanno un profondo vero: “L’architettura è il più etico degli sprechi dell’umanità”, ha detto Daverio ad effetto, ma non tanto. E infatti, a proposito di uno spreco etico, quindi riciclabile, ecco il paragone tra gli antichi templi greco-romani e gli edifici di culto cristiani, con un interessante parallelo tra archeologia industriale e vocazione attività. Philippe Daverio ha anche colloquiato a lungo con il publbic0o, per lo più di giovani, tra cui molti professionisti di architettura, design e progettazione, firmando autografi con dediche sui suoi libri esposti dalla libreria Merello in occasione della conferenza. Daverio ha poi visitato la mostra di franca Ghitti trovandola affascinante e ricca di spunti e, come detto anche nella dotta dissertazione, ha confermato la vocazione del contenitore, già tempio industriale, in nuova basilica dell’arte. Il Musil di Cedegolo, secondo l’autorevole parere, è ben avviato su questa strada.

dal giornale online: Più Valli TV – News
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