Maria Luisa Longobardo, la custode 62enne dell’Accademia Tadini di Lovere recuperata in extremis venerdì intorno alle 17.30 in una scarpata in mezzo ai rovi dopo 3 giorni all’addiaccio, ha ripreso parzialmente conoscenza e dal suo letto dell’ospedale Ciile di Brescia dove si trova ricoverata avrebbe sussurrato al marito Giovanni Benaglio che era uscita per comprare le sigarette martedì mattina e poi non ricorda più nulla. I medici degli Spedali Civili di Brescia proseguono nelle terapie per ristabilire le condizioni delle donna che al momento del ritrovamento era in condizioni critiche. Infatti, non appena recuperata dai soccorritori di UST che si erano calati con le corde nella zona impervia e trasportata sul prato della cascina Milana a monte di via Torricelle a Lovere, era stato necessario frizionarla a lungo per evidente ipotermia: la donna non rispondeva agli stimoli e nemmeno alle prime terapia praticate dai volontari del 118 di Anpas Lovere. Era quindi stata trasferita d’urgenza in eliambulanza al Civile di Brescia dove, al momento, non sembra in grado di raccontare dettagli della disavventura.
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