I medici hanno consigliato di lasciarla tranquilla. Forse tra qualche giorno si potrà ricostruire come abbia fatto a finire in fondo a un dirupo, ricoperto di spini, dopo essere scivolata da un sentiero che parte dalla località Serpentone, sopra l’abitato di Lovere e che passa sopra le vecchie cave di gesso, percorso che pare Maria Luisa conoscesse perché quando il tempo glielo permetteva faceva le sua passeggiate in sicurezza. Ma soprattutto i soccorritori ed i medici si interrogano su come abbia potuto sopravvivere per tre giorni in condizioni davvero critiche per tre notti e tre giorni all’addiaccio, in nottate anche molto fredde e ventose. Secondo le ricostruzioni effettuate dai carabinieri di Lovere, e degli undici volontari del gruppo Unità tecnica di soccorso di Darfo guidato da Raffaello Colombo, la donna era uscita di casa martedì verso le ore 11.00 e in base alle testimonianze raccolte si era diretta verso la parte alta di Lovere, facendo poi perdere le proprie tracce. Indossava un paio di ballerine e forse sono state queste scarpe leggere a tradirla lungo il sentiero che scavalca le vecchie cave di gesso: forse ad un certo punto ha perso l’equilibrio ed è rotolata per quasi ottanta metri lungo una scarpata ripida e ricoperta di folti cespugli anche spinosi. Sono stati alcun cani della cascina Milana che abbaiavano che avevano portato venerdì pomeriggio l’agricoltore Gianni Bigoni ad avventurarsi in mezzo a quegli spini e a spingerlo fino a dove si trovava la donna e a lanciare l’allarme. Tre giorni passati senza mangiare e senza bere l’hanno segnata ed è per questo che i medici stanno ancora svolgendo analisi ed esami e la tengono sotto sorveglianza.

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