Una distesa di bandiere, gagliardetti, cappelli con la penna, visi orgogliosi ed emozionati. La giornata conclusiva del 55esimo Pellegrinaggio in Adamello si è aperta ieri con la sfilata lungo le vie del Passo del Tonale. Poi il raccoglimento, nel momento più intenso della mattinata, quando due delegazioni hanno depositato le corone nel Sacrario, per rendere omaggio ai caduti di tutte le guerre, ma soprattutto ai tanti giovani, italiani e austriaci, che sulle vette al confine tra Valcamonica e Trentino hanno perso le vita un secolo fa, i cui nomi sono rimasti ignoti.

A loro, al milite ignoto dell’Adamello, era dedicata l’edizione di quest’anno. E infine il suono del silenzio con la tromba, dall’alto del Sacrario, che si è sparso sulle montagne che incoronano il Tonale, raggiungendo tutti i luoghi un tempo teatro della Guerra Bianca. Ancora una volta gli alpini camuni hanno dimostrato che “non esiste l’impossibile” e hanno celebrato un raduno perfetto, sia sabato ai 3.050 metri di quota della Lobbia sia ieri al Tonale. La Messa è stata presieduta dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi con i vescovi Claudio Giuliodori e Pierantonio Tremolada e cantata dal coro della sezione Ana di Trento.

L’appuntamento ora è al 2019, quando a organizzate il Pellegrinaggio sarà la sezione camuna del presidente Mario Sala.

dal giornale online: giornaledibrescia.it – Valcamonica
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