Davanti al rischio che i terroristi usino armi chimiche e batteriologiche in futuri attacchi terroristici, la Francia dispone l’acquisto di massicce dosi di antidoto dei gas più letali. Passa alle misure estreme anche il Belgio, la base logistica degli attentatori, e dispone arresti domiciliari o espulsione per i predicatori che incitano all’odio, smantellamento dei luoghi di culto non riconosciuti che diffondono lo jihadismo, il divieto delle carte telefoniche prepagate anonime, più telecamere e chiusura dei siti web che predicano l’odio. In Italia e in particolare a Brescia, lo stato d’allerta è stato portato a livello 2 e sono attesi rinforzi per i corpi di Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato, per presidiare i luoghi considerati più sensibili e per controllare il flusso dei richiedenti asilo e degli immigrati regolari e irregolari. Impronte digitali, controlli incrociati su documenti e passaporti, eventuali precedenti penali, verifiche più mirate sugli stranieri in entrata e in uscita. Visto che chi ospitava a sua insaputa e a casa sua, gli attentatori di Parigi si è detto ignaro della loro identità, in queste ore, il Ministero dell’Interno, sollecitato da Federalberghi, ha disposto che anche per i soggiorni brevi in case private è necessario identificare e comunicare alla polizia le generalità chi vi alloggia. C’è l’obbligo di trasmettere alle questure l’identificazione di chi passa anche solo qualche giorno di vacanza presso privati che affittano immobili o stanze per periodi brevi. Una notizia accolta con favore anche da Ascom Bergamo. I controlli sono anche su Internet. Al lavoro ci sono investigatori – hacker, ma anche il lavoro di intelligence perchè la ricerca dei radicali in rete non può prescindere dal controllo del territorio, come è avvenuto a Brescia dove l’ombra del terrorismo internazionale è arrivata più che in altre province. Da Anas El Abboubi, che progettava attentati ed era sparito in Siria, a Mohamed Jarmoune, il terrorista di Niardo condannato a 5 anni e 4 mesi nel maggio di due anni fa, fino al trentenne iracheno residente a Breno che vive a Gottolengo, indagato nell’inchiesta aperta dalla Procura di Roma su un’associazione dedita al terrorismo internazionale. Il 30enne era arrivato sette mesi fa, come profugo, in Valle Camonica dove era stato accolto ed ospitato. Poi aveva trovato un lavoro in un azienda agricola del bresciano. Tutte notizie che giustificano il clima di tensione per cui basta un niente per creare allarmi. Ad esempio, a fare saltare una corsa di Trenord questo mercoledì sera, è stata una valigia dimenticata sul treno e che fatto scattare un falso allarme bomba. Il treno delle 19.25 da Milano a Brescia è stato così cancellato.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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