Ieri è stata effettuata l’autopsia sul cadavere di Simona Simonini, la donna di 42 anni di Provaglio d’Iseo trovata morta nella casa di borgo Zurane di via Regine Elena a Provaglio d’Iseo lunedì attorno alle 11.30: a chiamare i carabinieri di Iseo era stato il suo compagno, Elio Cadei di 46 anni. All’arrivo dei carabinieri subito era scattato il fermo dell’uomo, trasportato in caserma per un primo interrogatorio. I Carabinieri di Iseo, infatti, erano a conoscenza della la triste vicenda della coppia, il cui ménage in 6 anni si è svolto tra accuse reciproche, percosse, accoltellamenti da entrambe le parti, addirittura un’accusa di tentato omicidio verso la convivente per Cadei poi derubricata per la ritrattazione di Simona, numerose denunce per litigi violenti, il figlio di 8 anni di Simona affidato dal Servizi sociali ai nonni materni in quanto la donna era finita anche nel tunnel della droga e dell’alcol, tragico percorso condiviso anche dal suo convivente. Sul cadavere di Simona Simonini i medici legali hanno trovato i segni terribili di pugni e calci: un simile strazio ha reso ancor più drammatica la sua morte. Dopo l’autopsia di ieri serviranno ulteriori accertamenti per fare piena luce su cosa è successo in casa di Elio e Simona lunedì mattina. Dopo il lungo interrogatorio in caserma, ora Elio Cadei è in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario; in giornata sarà interrogato dal Giudice per le indagini preliminari Lorenzo Benini per la procedura di convalida. In realtà già durante la lunga deposizione resa lunedì Cadei, assistito dall’ avvocato Gianfranco Abate, ha fornito una versione dei fatti. Quella secondo cui lui e la convivente avrebbero ingerito alcol e psicofarmaci la sera di domenica. Poi i ricordi di Elio Cadei si spostano a lunedì mattina: il risveglio e la scoperta del corpo senza vita di Simona in un lago di sangue. Quindi la chiamata ai carabinieri. Gli accertamenti medico-legali aiuteranno a capire quanto abbiano inciso le percosse nel decesso e quanto l’assunzione di psicofarmaci e alcol. Ma gli accertamenti dovranno anche chiarire il contenuto dello stomaco e le sostanze presenti nel sangue della donna, l’eventuale presenza di psicofarmaci e alcol e la quantità dei medesimi. Il caso potrebbe apparire chiuso, ma i carabinieri, impegnati nelle indagini coordinate dal pm Lara Ghirardi, non vogliono lasciare nulla al caso.
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