C’è il sospetto del dolo sul rogo che fra il pomeriggio a la notte di domenica ha mandato in fumo numerosi ettari soprattutto di prati nella zona di Montecampine e che è arrivato a lambire anche gli impianti di risalita della stazione sciistica della bassa Valle Camonica. Pare, infatti, che il rogo sia partito da più punti. Le prime fiamme attorno alle 17 notate da alcuni automobilisti che transitavano lungo la statale 42 nel fondo Valle e che hanno fatto scattare l’allarme. Si sono sprigionate a circa 1400 metri di quota nella zona di collegamento degli impianti di 1200 e 1800 poi sono salite, trovando facile esca nei prati secchi di questo caldo autunno, verso il bar dell’intermedia e la zona del Secondino. Quando i vigili del fuoco di Darfo Boario Terme allertati dalla Centrale operativa di Brescia sono arrivati in posto con la botte, l’APS i defender, le fiamme erano già alte. A daro loro man forte sono quindi arrivati i pompieri volontari di Breno, Darfo e Lovere. All’opera anche i responsabili delle piste e degli impianti che hanno fatto un grosso lavoro per evitare che le fiamme raggiungessero gli impianti di risalita. Sul posto anche una squadra locale di protezione civile che però non ha potuto lavorare perché pare vi sia un regolamento cghe vieta ai volontari di effettuare operazioni con il buio. Il fronte dell’incendio era molto esteso, le fiamme hanno raggiunto anche canaloni e dossi difficili da raggiungere o comunque che hanno reso più difficile il lavoro dei vigili del fuoco. Operazioni che sono durate ore, fino a tarda notte, rese più ostiche dalla zona impervia come detto e dalle difficoltà di comunicazione fra le squadre operative e la centrale del 115 di Brescia a causa di un guasto ai ponti radio che purtroppo si protrae da quasi un mese. I contatti sono stati mantenuti grazie ai telefoni cellulari che però in alcune aree interessate dall’incendio non avevano campo. Insomma è stata una corsa contro il tempo e contro le difficoltà e come se non bastasse un problema tecnico ha mandato completamente fuori uso, distrutto un defender che è ruzzolato in una scarpata accartocciandosi. Per fortuna non si registrano problemi per gli uomini, nessuno è rimasto ferito anche se poteva essere una strage visto che solo qualche minuto prima che il defender finisse nella scarpata proprio lì sotto stavano operando numerosi vigili del fuoco e i responsabili degli impianti. Da anni i pompieri del comando di Brescia denunciano la carenza di mezzi e i problemi di manutenzione per quelli in servizio ormai da decenni.

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