Per ottantaquattro giorni all’anno, dal 7 novembre al 7 febbraio, Colere rimane senza sole, questo perchè i raggi non superano l’ombra del massiccio della Presolana.
Ma non è l’ unico comune interessato dal questo fenomeno. Lo sanno bene i residenti a Bani di Ardesio e gli abitanti della contrada Dossi a Valbondione. Quest’ ultimi potranno godere per l’ ultima volta dalla luce solare nella giornata di venerdi 6 novembre. Il tratto di valle in quel punto è particolarmente stretta ed il Pizzo della Corna, che supera i 2.300 metri di altitudine, impedirà al sole di illuminare la contrada fino al prossimo mese di febbraio, più precisamente nei giorni successivi a quelli della Merla. Analoga situazione si verificherà a Casa Corti, dove il sole farà ricomparsa attorno al 20 di febbraio, dopo circa quattro mesi di assenza. Più che giustificata la festa programmata ogni anno a Valcanale in occasione della sua ricomparsa sulla cima del campanile della chiesa parrocchiale, dove troneggia la statua di Santa Maria Assunta, patrona del borgo ai piedi dell’Arera. Il sole nascosto dalle montagne, che delimitano a Sud–Est la pittoresca vallata, rimarrà assente per ben 4 mesi. Per queste ragioni in occasione del suo arrivo, le donne della contrada prepareranno, cinque qualità di gnocchi: alle ortiche, alle patate, agli spinaci, allo stracchino e pancetta e alla romana. Una tradizione questa che si tramanda nei tempi. Un momento di aggregazione che riunisce la popolazione , mentre gli alunni della scuola si prepareranno all’evento con disegni e componimenti scritti. Va detto che nel corso degli anni non sono mancate le idee su come dribblare le bizzarrie della natura. Ne è un esempio Colere, dove in anni passati l’ allora sindaco e presidente della Comunità montana, Franco Belingheri, presi alcuni suoi consiglieri aveva fatto visita al collega Pierfranco Midali, primo cittadino di Viganella, paese di 200 anime in provincia di Verbania, diventato famoso in tutto il mondo per il suo «specchio».Una lastra di acciaio inox di 40 metri quadri, che a 1.100 metri di quota riflette il sole e lo proietta sui 250 metri quadri della piazza comunale, altrimenti «eclissata» dalle montagne. “Si può fare anche da noi, a Colere”, aveva commentato il primo cittadino scalvino.
Le caratteristiche del paese sembravano ottimali, a detta dei tecnici dell’ azienda che ha l’esclusiva per questo tipo di impianti, inizialmente utilizzati per illuminare gli imbocchi delle gallerie autostradali tra Liguria e Piemonte. Ma il progetto a quanto pare è rimasto un sogno nel cassetto e a Colere così come a Valcanale e Valbondione la tradizione si ripeterà anche negli anni a venire.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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