Paisco ha solennizzato il ritorno alla propria terra dei resti di due giovani del paese morti in Germania nel 1944: Pietro Brunelli, di 19 anni, morto a Hildesheim il 13 ottobre 1044; e Giuseppe Mascherpa di 32 anni, morto a Francoforte il 7 marzo 1944. I resti sono giunti in Italia grazie ad una legge dello Stato italiano in accordo con quello tedesco e soprattutto grazie all’impegno di alcuni volontari che si occupano dei “Dimenticati di Stato”. Tra essi vi è un gruppo di donne molto attive in Vallecamonica che sostengono le famiglie di congiunti di militari morti in Germania e sepolti nei cimiteri militari. Entrambi i militari deceduto non erano sposati: di loro sono rimasti i genitori ed i fratelli, ma oggi anche questi sono scomparsi. Rimangono i nipoti e pronipoti che hanno messo molto impegno tempo e anche denaro per onorare la memoria di cari mai conosciuti, ma di cui hanno sentito parlare a lungo nelle loro famiglie. Il ritorno dei loro resti a Paisco ha significato anche rendere omaggio ai propri genitori, fratelli dei due alpini morti, che li hanno sempre ricordati per tutta la vita. Erano Presenti le Associazioni combattentistiche e d’Arma, la sezione ANA Vallecamonica con il Presidente Giacomo Cappellini che ha scortato il vessillo sezionale, l’Anpi e le Fiamme verdi, la Banda di Berzo Demo che ha suonato alcuni dei brani più noti e storici del periodo della grande Guerra e tanti famigliari, i ragazzi delle scuole e la popolazione: accanto al Municipio si è svolta la prima parte della cerimonia civile, quindi il corteo ha raggiunto il monumento al Caduti sul sagrato della Chiesa dove si è svolta la seconda parte della cerimonia con l’alzabandiera al suono dell’Inno nazionale, la deposizione della corona d’alloro accompagnata dalla “Canzone del Piave”, i discorsi conclusivi del Sindaco e del Presidente Cappellini e quindi la solenne celebrazione della Santa Messa nella chiesa parrocchiale, officiata dal Parroco don Vittorio Brunello, al termine della quale i resti dei due alpini sono stati tumulati nell’urna del monumento.

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