La Prefettura di Milano lancia un ultimatum perentorio alle Prefetture di Brescia e di Bergamo: trovare subito la sistemazione per i richiedenti asilo politico attualmenti fermi nel campo di smistamento di Bresso, nel milanese, che è al collasso. Peccato però che sia in provincia di Brescia, sia in provincia di Bergamo, non si trovino più albergatori o privati pronti ad accoglierli. In provincia di Brescia, che attualmente ne ospita 1.020, dovrebbero arrivarne 214 ed è difficile pensare di sistemarli tutti attraverso il metodo dell’accoglienza diffusa, ovvero smistandone alcuni qua e alcuni là, poiché sono tanti e ne arriveranno altri. L’accoglienza diffusa inoltre richiede la disposibilità dei comuni e del volontariato che stanno già gestendo i profughi attualmente alloggiati in appartamenti o alberghi del territorio e che non vogliono saperne di altri arrivi. Così in provincia di Brescia prende piede l’ipotesi più drastica: quella di allestire delle tendopoli. Nei giorni scorsi ci sarebbe stata una ricognizione delle aree disponibili e sarebbero state ipotizzate alcune località, che per motivi di sicurezza, non sono state rese note. In questo caso protezione civile o croce rossa potrebbero essere chiamate ad intervenire.
L’ipotesi delle tendopoli scatenerebbe la reazione di chi, come la Lega Nord, alza gli scudi contro la gestione dell’emergenza profughi del Governo.  Dopo il presidio di Stadolina di Vione in alta Valle Camonica, il Carroccio ha manifestato anche questa domenica mattina a Sulzano sostenendo la protesta di Salvatore Brosco, napoletano da 16 anni residente a Brescia, da tempo è disoccupato, con moglie e cinque figli, che ha occupato un alloggio dell’Hotel Alpino, dove alloggiano una ventina di profughi. Anche lui chiede alloggio, anche lui chiede aiuto, anche lui chiede allo Stato 35 euro al giorno. Nel frattempo ieri il Governo ha saldato agli albergatori che lamentavano ritardi di mesi nei pagamenti, i 35 euro al giorno a profugo promessi dallo Stato a chi accoglie e mantiene i richiedenti asilo.  
Si oppongono all’arrivo di nuovi profughi ma soprattutto a chi dell’accoglienza ne ha fatto un business, anche i sindaci dei comuni di Torre Boldone e di Sorisole che in provincia di Bergamo stanno lottando contro l’eventualità che una quarantina di profughi venga mandata  alla Cà della Matta di Ponteranica, nel Parco dei Colli. Una struttura che quindi rientra nel sistema dei parchi regionali, concpeita per tutt’altro scopo. 

dal giornale online: Più Valli TV – News
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