L’attenzione di tutti in merito alla riforma sanitaria che la Regione sta portando avanti, si è concentrata sui confini territoriali e sulle future aggregazioni delle aziende sanitarie. Secondo quanto i sindacati in una conferenza stampa hanno affermato, la riflessione dovrebbe invece riguardare soprattutto i bisogni dei cittadini e la qualità dei servizi socio sanitari erogati dall’Asl camuno sebina. Secondo le sigle sindacali molti cittadini della valle deciderebbero di rivolgersi a strutture lontane per ottenere un’adeguata risposta ai loro bisogni e questo sarebbe da ricondursi, secondo la Cgil Valle Camonica Sebino, secondo la Cisl Brescia e la Uil Brescia, ad una carenza di personale. I sindacati si sono infatti detti preoccupati della decisione della Direzione Generale dell’Asl, per motivi di bilancio, di non prevedere assunzioni per il personale non medico e di non sostituire i 38 operatori che nel 2015 lasceranno il servizio. “l’ASL ha definito il fabbisogno di personale in 1220 operatori ma già al 31 marzo 2015 sono in servizio 1095 operatori.” Una carenza di personale colmata secondo la denuncia dei sindacati, attraverso il lavoro straordinario e limitando le ferie. La reazione dell’Asl Valle Camonica Sebino non si è fatta attendere e in un comunicato stampa l’azienda sanitaria locale rende noti i dati che riguardano il personale chiarendo alcuni calcoli che cambiano a seconda che vengano fatti sulle singole persone o sulle unità (due part time 50% costituiscono 1 unità). Secondo i dati dell’Asl dal 2010 ad oggi la situazione calcolata per singole persone, del personale a tempo indeterminato, vede l’aumento di 17 unità per la dirigenza e 112 per il personale del comparto. Comparando infatti i dati del 2010 con quelli di oggi, i dirigenti sono passati da 177 a 194 mentre i dipendenti da 1067 a 1196. Il Piano di gestione delle risorse umane per il 2015 attualmente sottoposto all’esame dalla Giunta Regionale prevede, a fronte delle cessazioni di personale a tempo indeterminato, la copertura nel corso dell’anno 2015 di 12 unità di personale (infermieri, operatori socio sanitari e tecnici) a tempo indeterminato e per far fronte alle esigenze territoriali e ospedaliere è programmata l’attivazione di 46 rapporti di lavoro a tempo determinato. Inoltre secondo i dati dell’Asl dal 2011 al 2014 le ore straordinarie residue del comparto sono diminuite complessivamente di oltre 5 mila ore per una media di 38 ore a dipendente. Infine le ferie arretrate sarebbero in media paro ad 11 giorni a testa. L’Asl contesta anche le critiche sulla mobilità passiva: le prestazioni di ricovero – si legge nel comunicato – sono rimaste invariate ed è aumentata la qualità e il fatturato riconosciuto dalla Regione; la mobilità passiva per prestazioni di ricovero ha consolidato la diminuzione dell’anno 2013 a 4 mila prestazioni; le prestazioni ambulatoriali sono aumentate significativamente passando da 1.260.000 nel 2013 a 1.337.000 nel 2014 e la mobilità attiva, ovvero le prestazioni per non residenti, è aumentata del 7% passando da 142 mila nel 2013 a 153 mila prestazioni nel 2014. L’obiettivo dell’Asl è quello di ridurre i costi generali del 3% secondo le direttive della Regione, ma senza ridurre né le prestazioni né la qualità.
dal giornale online: Più Valli TV – News
Leggi tutto: http://ift.tt/1GRmMiy
