I Carabinieri della Compagnia di Legnano, in collaborazione con quelli di Bergamo, Chiari (BS) e San Giovanni in Persiceto (BO), hanno concluso una complessa operazione che ha portato all’arresto di 8 persone, per il reato di detenzione illegale d’armi da guerra e di munizioni. Si tratta di uno dei sequestri di armi più consistente degli ultimi anni in Lombardia: duecento quelle scoperte e sequestrate a casa di otto persone finite in manette. Metà di questre si trovavano nella residenza di tre bergamaschi, ora ai domiciliari (ma autorizzati a recarsi al lavoro). Ci riferiamo a un dipendente comunale di Nembro, di 49 anni, e di una coppia di 45enni che vive in centro a Bergamo, entrambi impiegati. Tutti  incensurati e tra loro parenti. Per loro l’ accusa è di detenzione illegale di armi, si tratta di un arsenale del valore di 2 milioni.Tra il materiale rinvenuti anche alcune pistole pezzi unici al mondo, oltre a rari esemplari giunti fino ai giorni nostri di un migliaio di prototipi realizzati durante la seconda guerra mondiale. Altre, ancora, sono armi utilizzate durante le guerre del Vietnam o della Corea. Per i tre è scattata l’ accusa di detenzione illegale di armi da guerra e munizioni, essendo che nelle rispettive abitazioni i carabinieri hanno trovato e sequestrato, anche centomila munizioni di vario calibro. I blitz e i conseguenti arresti degli otto indagati erano scattati a metà aprile. La scoperta dell’arsenale aveva inizialmente fatto pensare a collegamenti con la criminalità organizzata. Nulla di tutto questo, invece, secondo i carabinieri, che hanno ora concluso l’indagine e ieri, a Milano, riferito i risultati e mostrato l’impressionante carrellata di armi. Gli otto arrestati, a partire dai tre bergamaschi, sono tutti insospettabili: tra loro ci sono, oltre ai due impiegati di Bergamo e al dipendente comunale di Nembro, anche un altro ex dipendente pubblico, del Comune bolognese, un’infermiera, un muratore, un autista di autobus e un pensionato. Quest’ultimo, ottantenne, aveva il «vizio» di provare i fucili nel sottotetto, con buona pace dei vicini, mentre i due gemelli nascondevano i fucili pure sotto le culle dei propri figli.

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