364 milioni di euro di ricavi + 30% rispetto all’anno precedente, con un margine operativo quasi raddoppiato e l’utile che sale del 150%. Dati alla mano, la Lucchini chiude un bilancio, appena approvato dall’assemblea dei soci che si è riunita a Brescia nei giorni scorsi, più che positivo e che conferma come l’azienda metalmeccanica a cavallo tra Lovere e Castro sia ancora oggi e nonostante la crisi, una delle realtà economiche più solide e consolidate sul nostro territorio. Ad illustrare il bilancio ai soci il presidente Giuseppe Lucchini orgoglioso dei risultati ottenuti. I ricavi sono saliti da 270 a 364 milioni di euro, l’utile è arrivato a 41 milioni di euro contro i 16,6 dell’anno precedente. Il settore leader resta quello legato al comparto ferroviario – che rappresenta circa il 77% del fatturato. Fatturato che è trainato soprattutto dalle esportazioni: Cina soprattutto che ha avuto un exploit con un + 86% e poi l’Europa. Per un’ottica di espansione futura si guarda, invece, all’Africa e agli Stati Uniti. In previsione ci sono per Lovere altri 25 milioni di euro di investimento dopo i 200 investiti negli ultimi otto anni. Ad oggi sul Sebino lavorano mille e 99 persone, il gruppo ne conta in totale mille 492, comunque 90 in più rispetto al 2013. E i numeri sono destinati ad aumentare con l’acquisizione totale della Forgiatura Mamè di cui Lucchini ha già acquisito il 49%. La firma, pare, entro l’estate.

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