Tanto rumore attorno ad Expo in questi mesi eppure la cerimonia di inaugurazione si apre con un minuto di silenzio per le vittime del terremoto in Nepal. Poi i discorsi a cominciare dal Premier Renzi che ha esordito citando l’inno d’Italia: “L’Italia si desta”. In Collegamento con il Vaticano il Papa che ha dato voce ai poveri, a chi non ha voce e soprattutto a chi non ha cibo. Papa Francesco ha parlato del paradosso dell’abbondanza e ha ricordato i lavoratori più umili che sono riusciti grazie ad Expo a portare a casa il pane quotidiano. Sono 54 i padiglioni dei singoli Paesi, è un record. Le frecce tricolore, la fanfara dei carabinieri che suona «La Vita è bella», la firma della Carta di Milano: il documento che dice al mondo intero che bisogna garantire il diritto al cibo per tutti. Questa la sfida mondiale in cui l’Italia si è impegnata a fare la sua parte. La sfida maggiore per l’Italia in questi mesi consisteva invece nel rispettare i temi  soprattutto, come ha ricordato il commissario unico Giuseppe Sala, rispettando la legalità.  La speranza è che i visitatori di Expo, 200 mila quelli contati in questo primo giorno di esposizione, ne approfittino per visitare altre zone della Lombardia come ha ricordato il governatore lombardo Roberto Maroni. L’Expo non è infatti ancora una scommessa vinta, ma è stata comunque per ora la prova d’Italia che vuole farcela e di una Lombardia che vuole trainare il Paese.

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