Sì definitivo dell’Aula della Camera alla conversione del decreto legge sull’Ilva. Il testo, già licenziato dal Senato, è stato approvato con 284 sì, 126 no (M5S, Lega e Sel) e 50 astenuti (Forza Italia e Fdi). Tra le azioni a sostegno dell’indotto, nel provvedimento approvato oggi definitivamente dalla Camera, figura la prededucibilità dei crediti delle Pmi che hanno svolto, sotto il regime del commissario straordinario, attività per la prestazione di beni e servizi in ambito ambientale, per la sicurezza e per la continuità degli impianti produttivi. Vengono inoltre resi disponibili 35 milioni del Fondo centrale di garanzia per la liquidità delle piccole e medie imprese. Per Pmi e autotrasportatori scatta inoltre la sospensione dei termini per i versamenti dei tributi erariali fino al prossimo 15 settembre. “È l’ennesimo fallimento di un governo chemerita solo di andare a casa”. Così il deputato leghista Davide Caparini commenta il decreto. “Non basta aver inserito i crediti nel calderone della gestione fallimentare, il governo non ha previsto le risorse”, ha avverte Caparini. Per il parlamentare del Carroccio il governo, sul caso Ilva, “ha dimostrato di non avere una politica industriale” e di “volerazzerare il patrimonio industriale del paese”.
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