Hanno svolto lavori per centinaia o per milioni di euro e per quei lavori non sono ancora stati pagati perché l’azienda per la quale li hanno svolti è fallita: il Tribunale ne ha dichiarato lo stato di insolvenza ed è stata dunque messa in amministrazione straordinaria. Sono molte anche in provincia di Brescia e di Bergamo, che non sanno come e quando potranno riscuotere i crediti sorti nei confronti dell’Ilva di Taranto e che tra l’altro devono continuare a portare avanti i lavori per non risultare inadempienti.   “Adesso siamo inguaiati” – commenta uno di questi fornitori, Stefano Ducoli, dell’ALFA Sogemi Srl di Esine. “Abbiamo lavorato tranquillamente pensando che ci fosse il commissario statale che pagasse questi i pagamenti ma se così non fosse,  le società rischiano di chiudere. Parliamo di 1500 persone solo in Valle Camonica che rischiano di non avere più un lavoro.”

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