Tra qualche giorno i passi alpini d’alta montagna che solitamente sono transitabili solo in estate saranno definitivamente chiusi. Dopo il Gavia e il Vivione a giorni sarà la volta del Crocedomini dove peraltro in queste ore sono terminati i lavori di messa in sicurezza di alcune nicchie di frana che si erano rese particolarmente evidenti a seguito delle forti nevicate dello scorso inverno e delle continue precipitazioni meteoriche dell’estate. La Comunità montana di Vallecamonica, vista la zona molto frequentata da turisti di tutta Europa ed il valore ambientale che riveste, ha strutturato una procedura ottenendo un finanziamento a valere sulla legge regionale 31 del 2008, precisamente per quanto previsto dagli articoli 25 e 26, ottenendo il finanziamento di 100.000 euro per attivare l’intervento del Consorzio Forestale Pizzo Badile che ha progettato ed eseguito le opere. Anche l’estate non è stata clemente: dunque alcuni lavori sono stati ultimati appena in tempo prima della chiusura della strada. Dalla prossima primavera sarà quindi necessario effettuare una verifica sulla tenuta dei lavori effettuati ed eventualmente integrare le opere, rafforzandole nel caso e risolvendo i punti critici. Di particolare interesse è la progettazione dei lavori che ha rispettato le norme previste dal Parco dell’Adamello, con l’utilizzo di ingegneria naturalistica nelle opere di contenimento, l’uso di biostuoie per ripristinare i pendii erosi, il recupero di grandi massi in porfido, scarti di lavorazione provenienti dalla vicina cava Pedretti del Dosso dei Galli, quindi pietra locale e soprattutto ripristino del cotico erboso per rallentare il ruscellamento superficiale delle acque piovane e rimarginare le ferite provocate dalle valanghe.

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