Dal Convengo internazionale del 10 maggio scorso tenutosi a Boario Terme a cura dell’organizzazione no-profit European Parkinson Terapy Centr, il metodo Eupath proposto per la terapia del Parkinson ha acquisito notorietà internazionale per il suo approccio non farmacologico nelle fasi precoci della malattia. Il metodo si sta diffondendo rapidamente nella comunità medico-scientifica, ma sono soprattutto i pazienti a dichiarare che questo metodo consente di vivere in modo diverso la malattia. Anche l’Asl Vallecamonica-Sebino ha iniziato una collaborazione in tale senso ed i progetti sono iniziati. Ma ilr risultato maggiore viene ancora dall’estero, da chi non si accontenta di una terapia come si impostava 30 e più anni orsono: è il caso di una nota cardiologa del Cairo, con 4 figli medici di cui due neurologi ed una figlia specializzanda in cardiologia a Torino che è venuta a conoscenza dell’unico centro Eupath esistente in Europa e che si trova a Boario: dopo i necessari approfondimenti, ha accompagnato la madre che da una settimana sta seguendo il percorso di Eupath ed i primi risultati sono molto interessanti. Il metodo Eupath si basa sull’applicazione del protocollo ReGen che consente un approccio multidisciplinare alla malattia, con neurologi, dietisti, psicologi e fisioterapisti che, come afferma il coordinatore del progetto EuPath UK, Peter Harling “consente di eliminare lo stigma del Parkinson e fornire ai pazienti un percorso per migliorare la loro qualità di vita”. Attualmente Eupath ha un protocollo attivo con il King Faisal Hospital di Riyad in Arbia Saudita e a breve aprirà un centro in Inghilterra.
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