“Renzi si tiene i soldi dei bresciani e ci manda i rifiuti dal sud”. Così il deputato leghista Davide Caparini, a fronte dell’incremento, fino ad oltre un milione di tonnellate (rispetto alle 700mila attuali), dell’immondizia da smaltire nell’impianto bresciano A2A, provvedimento inserito nel cosiddetto “Sblocca Italia”. Le disposizioni presenti nel decreto obbligano alla razionalizzazione gli inceneritori presenti sul territorio. Tradotto: gli impianti in essere dovranno lavorare a pieno regime e in particolare per quello di Brescia significherà bruciare circa il 30% di rifiuti in più rispetto alla portata attuale. Sul tema di registra anche la forte opposizione espressa dall’Assessore regionale della Lombardia all’Ambiente, Claudia Terzi che presenterà una mozione urgente, per sollecitare l’esecutivo a fare marcia indietro. “Gli attuali 13 termovalorizzatori lombardi – afferma – hanno una capacità massima di smaltimento pari a 2,6 milioni di tonnellate annue sul milione duecentomila smaltito come rifiuto solido urbano. Con il decreto, la Lombardia sarebbe costretta a prendersi oltre un milione e trecentomila tonnellate all’anno da fuori Regioni".
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