Da una parte Regione Lombardia dichiara di sostenere il proprio territorio in difficoltà idrogeologica e forestale, quale è quello delle valli alpine lombarde; dall’altra però modifica i criteri di riparto di una legge, la n. 31 del 2008, sulla quale le Comunità Montane basavano le istruttorie delle domande per interventi urgenti da realizzare in base alla legge. La modifica dei criteri da parte del Pirellone ha tagliato di fatto il 50% dei contributi: in Vallecamonica i progetti di intervento urgente nel settore idrogeologico e forestale erano stati proposti in analogia a quanto avvenuto negli anni precedenti, pari a circa 1.200 euro di lavori delicati e indispensabili per la montagna. Ma alla luce di quanto deliberato da Milano non sarà così. Ora la parola tocca agli entri comprensoriali che, nel caso della Vallecamonica, vedono al sinergia di Bim e Comunità montana che dovranno confrontarsi con i propri rappresentanti in Regione e dunque tentare di recuperare il gap pericoloso che si è aperto anche in assenza del Piano di Sviluppo rurale che lascia scoperto tutto il 2014. Il prossimo piano di sviluppo rurale, che si integra con le provvidenze della legge 31, verrà varato a breve ed avrà valore dal 2015: al sua azione si estenderà comunque dall’anno in corso.

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