Il concerto di Erbanno ha evidenziato alcune importanti caratteristiche del Grigolli: e infatti ogni organista serio studia attentamente la meccanica, la fonica, la spazialità e la resa sonora dello strumento e quindi gli adatta il programma più idoneo, come nel caso di Erbanno dove Fabrizio Fancello ha scelto gli italiani dalla metà del seicento alla metà dell’ottocento, tra cui Frescobaldi, Scarlatti e Galuppi, ma anche lo sconosciuto Ferro e l’imbarazzante Moretti, toccando i tedeschi barocchi: Walther, Buxtehude e Johan Sebastian Bach.
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