"Quella sera Massimo era a casa". Non solo la moglie di Bossetti crede fermamente nella sua innocenza, ma garantisce anche che la sera di quel drammatico 26 novembre 2010 – giorno dell’omicidio di Yara Gambirasio – l’uomo era in casa con la sua famiglia. Marita Comi, la 40enne moglie di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello in carcere dal 16 giugno scorso con l’accusa di essere l’omicida della piccola ginnasta di Brembate, non ha dubbi: suo marito è innocente. Lo ha sempre detto ed ora racconta di lui, della loro vita insieme in un memoriale al settimanale Gente in edicola in questi giorni. Racconta di una vita fatta di una "banale felicità" e di gesti quotidiani ripetitivi, delle sere passate in casa con i figli, del terrore di quel 16 giugno quando si è trovata in casa un esercito di carabinieri e poi tutto quello che si è detto su suo marito che in carcere lei ha incontrato sei volte, che piange, si dispera e continua a proclamarsi innocente. A quell’innocenza la donna crede, lo ha sempre fatto, mai ha vacillato la sua fiducia nei confronti del compagno di vita. Altra storia per gli inquirenti secondo i quali ci sarebbero in tutta questa vicenda ancora dei punti oscuri. Per esempio, Massimo Bossetti ha incontrato o no Fulvio Gambirasio, il papà di Yara nel cantiere di Brembate? La moglie non lo sa. Ma Massimo ha dichiarato agli inquirenti di averlo incontrato almeno in un’occasione. Cos’altro ha nascosto allora quest’uomo alla famiglia?
dal giornale online: Più Valli TV – News
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