Sonico – La Comunità Montana attiva nella lotta al Panace di Mantegazza in Valle Camonica: rinvenuta inizialmente a Sonico, la diffusione ha interessato i Comuni di Malonno, Vione, Capo di Ponte, Ceto e Breno (dove c’è stata la bonifica), Edolo e Vezza d’Oglio (in via di bonifica, sotto la mappa con la sequenza delle scoperte dal 2007, clicca sull’immagine per ingrandirla).

Il Panace di Mantegazza – afferma l’Assessore all’Ambiente Mirco Pendoli è una pianta non autoctona, apparentemente è innocua ma provoca gravi ustioni in chiunque non la maneggi con cura. Per questo è compito di Comunità Montana fare tutto il possibile per avvisare la popolazione ed intervenire con azioni di contenimento”.

La Comunità Montana di Valle Camonica, anche in qualità di Ente gestore del Parco Regionale dell’Adamello – prosegue il Direttore del servizio Foreste e Bonifica Montana Gian Battista Sangalli è sempre attenta alle esigenze di tutto il territorio di propria competenza, anche quando si tratta di emergenze di carattere botanico e sanitario come quella determinata da questa pericolosa specie”.

Pertanto, anche in questo caso – conclude Sangalli – grazie all’approfondita conoscenza del territorio ed alla capacità e volontà di botanici e Guardie ecologiche, si propone di offrire un prezioso servizio sia alle Amministrazioni Comunali che ai privati cittadini, servizio che, peraltro, viene già svolto in via informale da molti mesi”.

Enzo Bona, Botanico ed esperto del settore che sta seguendo le operazioni di contenimento, dichiara: “La linfa presente nei peli del Panace contiene sostanze tossiche, venendo a contatto con la pelle provoca gravi lesioni lentissima guarigione (anche anni). Il Panace di Mantegazza causa anche forti impatti sull’ambiente formando densi popolamenti quasi impenetrabili che impediscono la crescita di altre specie, riducendo in tal modo la biodiversità”.

Ciò che dobbiamo chiedere con forza ai cittadini – conclude il Responsabile del servizio Parco Adamello e Tutela Ambientale Guido Calvi – è di segnalare qualsiasi caso sospetto contattando via mail info@parcoadamello.it e inviando segnalazioni con fotografie della pianta sospetta, se possibile posizione GPS e recapito telefonico del segnalatore”.

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dal giornale online: Gazzetta delle Valli News EDOLO
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