Con lei ha spacciato. Con lei è finito in manette. Con lei se l’è presa più volte e pesantemente. Da lei, adesso, è lontano. Il giudice che gli aveva imposto il divieto di avvicinarla, nei giorni scorsi ha deciso di azzerare il rischio di un contatto fra i due e gli ha spalancato le porte del carcere. Per un po’ lei non rischierà di finire al pronto soccorso.

Tra Esine e Lovere negli ultimi otto mesi la donna, ventinovenne di casa nella bassa Valcamonica, era stata in ospedale cinque volte. Per le prime quattro si è fatta medicare le botte e se le è riportate a casa senza spiegarne l’origine e la causa;l’ultima – la più grave – a mezza bocca si è lasciata scappare la possibile causa delle ferite: la discussione con un conoscente. Tanto è bastato ai medici per denunciare i 30 giorni di prognosi all’autorità giudiziaria e attivare il meccanismo che potrebbe averla salvata.

Ricevuto il referto i carabinieri di Artogne sono infatti risaliti subito alla possibile origine dei mali della donna. E l’hanno trovata nel 26enne compagno tunisino con il quale a marzo, nel pieno del primo lockdown fu sorpresa a spacciare a Darfo. Sentiti parenti della ragazza e vicini di casa i carabinieri hanno scoperto che lui, in particolare quando eccedeva con la droga, non le risparmiava tutto il suo pesante repertorio di violenze.

Le informazioni sono state raccolte in un rapporto finito sul tavolo del pubblico ministero Alessio Bernardi e da questo su quello del giudice che a metà del mese ha fatto notificare all’uomo il divieto di avvicinamento alla compagna. Un divieto rimasto pressoché lettera morta. I carabinieri, sospettando non fosse rispettato, si sono presentati a casa di lei e li hanno trovati insieme. Tanto è bastato per far scattare l’inasprimento della misura cautelare e per far aprire le porte del carcere. Dopo l’arresto a marzo, con il ritrovamento di 20 grammi di cocaina in casa a Edolo, le manette di settembre, a causa di una ventina di dosi di «coca» nell’abitazione di Piancogno, il 26enne questa volta è finito sul registro degli indagati (e in carcere) con un’accusa più pesante: maltrattamenti in famiglia e lesioni.

 

 

dal giornale online: giornaledibrescia.it – Valcamonica
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