a Capo di Ponte gli amministratori ed i cittadini hanno detto no alla centralina sul torrente Clegna. Le istanze sono state presentate alla conferenza di servizio – che è in programma questo venerdì – ma intanto il coro di no si amplia. Proprio in questi giorni il noto archeologo Ausilio Priuli con un comunicato spedito ai media locali illustra nel dettaglio le peculiarità storico ambientali e naturalistiche del canyon del torrente Clegna. Non è soloo un corso d’acqua, rappresenta la storia del territorio. L’acqua sin dal ‘600 veniva utilizzata anche per far funzionare i forni fusori di cui resta una testimonianza nella contrada dei Furen. Qui ci sono le cave dei pioder, dove veniva cavato il materiale per realizzare le coperture dei tetti. E a tutto questo c’è da aggiungere che qui il botanico camuno Enzo Bona ha individuato centinaia di specie vegetali nell’ambiente reso costantemente umido dall’acqua della cascata che si polverizza. E allora, non tralasciando neppure la suggestione dell’ambiente, la proposta del dott. Priuli è di dare al comune di Capo di Ponte il contributo che servirebbe per realizzare la centralina per fare invece un progetto di recupero della zona per sfruttarla a fini turistici.

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