Nuovi posti di lavoro a rischio in Valle Camonica. Si torna a parlare della NK di Ceto. Sono pieni di rabbia ed amarezza i 70 lavoratori della filatura camuna che rischiano il lavoro dopo che il principale committente dell’azienda, il gruppo Albini di Bergamo, ha comunciato la sua intenzione di recedere dal contratto che oggi garantiva la continuità produttiva nello stabilimento della media Valle Camonica. Qui la Albini, in partnership con il gruppo NK, infatti, aveva avviato un produzioni di filati di altissima qualità e un’attività di ricerca per ottenere tessuti ancora più innovativi. Un progetto che sembra naufragato, stando alle ultime dichiarazioni della NK durante un incontro con le organizzazioni sindacali presso la sede dell’AIB di Brescia. Il motivo? Perdita di mercato. Non sono conviti di questo la FEMCA CISL e la FILCTEM CGIL che proprio all’inizio di quest’anno avevano sottoscritto un contratto di solidarietà nell’azienda camuna a fronte di investimenti ed obiettivi a lungo termine. Ora che succede? “Se la decisione di recesso del contratto con il committente principale dovesse essere definitiva – scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato – l’impatto sociale sarebbe pesantissimo in quanto ricadrebbe su un territorio già colpito dalla crisi industriale e privo di alternative occupazionali”. Ad oggi la NK di Ceto conta 70 dipendenti, erano 102 nel 2014, prima della procedura di mobilità. Questo l’allarme. Ora che si fa? Le organizzazioni sindacali si sono attivate per ottenere un confronto con il cliente interessato e proseguire la discussione con NK. Intanto nello stabilimento di Ceto è stato proclamato lo stato di agitazione e nei prossimi giorni verranno coinvolte le istituzioni locali. Sulla questione si è già mossa la consigliera regionale Donatella Martinazzoli che un comunicato esprime preoccupazione per le notizie in merito alla NK. E’ compito delle istituzioni fare tutto il possibile per salvaguardare produzione e occupazione in una zona, quella della media Valle Camonica, che è già indubbiamente tra le più colpite dalla crisi economica – dice la Martinazzoli che infatti ha immediatamente richiesto al Presidente Ciocca di invitare i rappresentanti di società, lavoratori e parti sociali per un’audizione in commissione attività produttive ed occupazione in Regione Lombardia , in modo da poter ponderare e concordare le azioni da intraprendere per risolvere questa difficile situazione."
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