Il sostituto procuratore Giancarlo Mancusi, dopo un esposto presentato in Procura da quattro consiglieri di opposizione del Movimento per Alzano (Camillo Bertocchi, Pietro Ruggeri, Mariangela Carlessi ed Elena Bonomi) ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul progetto della ciclovia che collegherà la Valle del Lujo con Brumano, sul colle Frontale, con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio. A finire nel registro degli indagati il sindaco Annalisa Nowak , Manuel Bonzi, vicesindaco e gli assessori Maurizio Panseri , Simonetta Fiaccadori, Marco Lameri e il funzionario tecnico dell’area urbanistica Elisabetta Nani, con loro otto consiglieri comunali, quelli che votarono a favore di un’osservazione al Pgt che si riferiva all’opera. Mercoledì mattina la polizia giudiziaria, su ordine del magistrato, si è recata in comune per acquisire documentazione sul progetto. La questione riguarda un tratto piuttosto breve di ciclovia, ancora da realizzare. “Per completare il percorso pubblico di oltre tre chilometri di lunghezza e tutto in quota, aveva denunciato Bertocchi, già vicesindaco con la precedente Giunta leghista di Roberto Anelli e candidato sindaco sconfitto alle ultime elezioni, mancavano solo i 20 metri di proprietà del sindaco, ma la maggioranza ha pensato bene di modificare il tracciato, togliendo il vincolo dalla proprietà Nowak, allungando di oltre mezzo chilometro il percorso attorno a quest’ultima, con dislivelli impraticabili e regalando ai “vicini” del sindaco oltre mille metri cubi di nuove costruzioni in collina, per finanziare tutta la modifica concepita ad personam per il sindaco”. Dichiarazioni che, nella sostanza, sintetizzano l’esposto presentato in Procura, che ha dato il via all’inchiesta. Il sospetto di chi indaga, in effetti, è che il percorso sia stato modificato per favorire il primo cittadino Nowak, proprietaria, insieme ad altri, dell’area oggetto del contendere. Nella stesura finale, infatti, il progetto prevede un tracciato di 560 metri contro i 200 previsti inizialmente, e una pendenza che raggiunge, in un tratto, il 50% contro il 6% della prima versione. In sostanza, ragionano gli inquirenti, una pista sulla carta poco, o meno, fruibile per pedoni e ciclisti. Nella circostanza l’amministrazione comunale, come contropartita per il passaggio della ciclovia sui loro terreni, ha concesso ai privati interessati, che si sobbarcheranno però anche i costi della pista, l’aumento di volumetrie edificabili sulle loro proprietà. Si parla di circa mille metri cubi in più. La maggioranza aveva difeso il progetto in Consiglio, spiegando di aver agito per l’interesse pubblico, in quanto il tracciato modificato permette il ricongiungimento con altri due percorsi che provengono da via Provinciale e quindi dall’abitato. Non solo: in cambio di un limitato incremento di volumetrie edificabili sulle loro proprietà, i privati interessati si sarebbero accollati il costo di realizzazione, con conseguente vantaggio per il Comune.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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