Continua la ferma protesta con il secco no al formaggio con il latte in polvere,  Se la direttiva dell’ Unione Europea dovesse diventare operativa, ma anche solo tollerata, sarebbero tante le aziende che entrerebbero in crisi, specie sulla montagna orobica, dove i contadini e gli allevatori costituiscono anche un valido presidio per l’equilibrio ecologico del territorio. Permettere l’uso di polveri per i formaggi va contro gli interessi dei consumatori e dei produttori. “Si tratta di una visione miope che non possiamo accettare, commenta Coldiretti Bergamo, soprattutto qui in Lombardia dove produciamo il 40 per cento di tutto il latte italiano e dove le nostre stalle stanno resistendo con le unghie e con i denti contro il crollo delle quotazioni arrivate a 36 centesimi al litro. Per dire no alla direttiva europea , alla «Bottega dei sapori», di Oltressenda Alta, si sono recentemente riuniti rappresentanti Coldiretti della zona di Clusone e con loro i produttori e rivenditori di formaggi,  il presidente dell’Associazione «Grani sul Serio», il sindaco di Oltressenda Alta, diversi allevatori dell’alta Valle Seriana e rappresentanti dei mas media.  L’ intento era di portare a conoscenza dell’ opinione pubblica della  raccolta firme messa in atto tra allevatori e popolazione, per esternare il proprio dissenso alla direttiva europea che consentirebbe la produzione di formaggio con il latte in polvere.  Il via libera alla polvere di latte provocherebbe l’abbassamento della qualità dei formaggi, l’omologazione dei sapori, un maggior rischio di frodi, la perdita della distintività che solo il latte alla stalla, con le sue proprietà organolettiche e nutrizionali, assicura ai formaggi, allo yogurt e al latte made in Italy. L’appello lanciato  al governo è quello di garantire la norma vigente sul divieto di detenzione e utilizzo della polvere di latte per la produzione di latticini.

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