Iniziato questo giovedì mattina lo sfalcio ai bordi della Statale 42 nel tratto Darfo-Piancamuno come emerso dall’incontro tra il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli e i dirigenti ANAS, in particolare con l’Ing. Anna Maria Nosari, Vice capo compartimento Anas della Lombardia. Da tempo gli automobilisti in transito sollecitavano un intervento per asportare la vegetazione che era cresciuta in modo abnorme in questi ultimi tempi riducendo visibilità e spazio della carreggiata, spesso costringendo i veicoli a spostarsi pericolosamente verso il centro. Dal punto di vista fisico-chimico, le radici delle piante, molto aggressive e invasive, di fatto rompono l’asfalto anche per la larghezza di un metro e per tutta la lunghezza della presenza delle piante. Nel caso della nuova statale 42, da Costa Volpino almeno fino all’imbocco delle gallerie a Ceto, si tratta di oltre 80 chilometri di asfalto rovinato sommando i due lati della strada. L’intervento di sfalcio della vegetazione, che in alcuni tratti supera anche i due metri di altezza, a riprova della sua forte spinta biologica, però è un tampone provvisorio: infatti, anche secondo il notissimo botanico camuno Enzo Bona, consulente anche del Parco dell’Adamello, fondatore del gruppo “Botanica Rhaetica” che conta migliaia di iscritti in tutta Italia, lo sfalcio puro e semplice farà riprendere vigore alle piante che si trovano tutte alla stesa linea di partenza e dunque consentirà alle più feraci di riprendere a crescere anche con maggior forza. L’intervento di elezione, dopo lo sfalcio, afferma ancora Enzo Bona, è certamente quello dell’arretramento del terreno di germinazione della piante spontanee tramite lo scalzo che deve essere fatto con il badile a mano o con attrezzatura adeguata per pulire completamente il margine della strada, sul quale può essere usata una piccola quantità di diserbante in forma locale. Come si vede anche dalle immagini che abbiamo realizzato questo giovedì mattina lungo i raccordi degli svincoli di Darfo sud della statale 42, si tratta di un intervento immediato ma certamente non risolutivo. L’Anas ha assicurato che l’appalto del verde lungo il tratto della 42 interessato sarà pienamente attivo dal 2 settembre e quindi è ipotizzabile che entro fine settembre il tratto di statale 42 da Piancamuno a Darfo possa essere ripulito. Ma, come affermato anche da Enzo Bona, sarà indispensabile intervenire anche in modo più radicale. A scopo puramente conoscitivo, Enzo Bina cita alcune delle specie che hanno colonizzato in modo infestante i bordi della statale 42: sono l’oenotera, il verbastum tapsus, la buddleia, la conysa canadensis, la pueraria lobata rampicante, il senecium inaequidens sudafricano giallo che cresce a ciuffi per terra ed è piuttosto pericoloso anche per l’uomo, la robinia, la solidago gigantea con pennacchio giallo, l’artemisia annua e vulgaris. Insomma, un grande giardino botanico, che però è bene rimanga dove deve rimanere perché, conclude Enzo Bona, le piante fanno il loro dovere: occupano, cioè, gli spazi lasciati liberi da altre specie e dall’uomo.

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