Con deliberazione n. 27 del 29 aprile 2015 la Giunta dell’unione dei comuni della Valsaviore, presieduta da Gianpiero Bressanelli e comprendente gli Assessori Aurelia Milesi, Silvio Citroni, Gianbattista Bernardi e Matteo Tonsi, quali sindaci in rappresentanza dei propri comuni, ha deliberato all’unanimità di approvare il progetto preliminare dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza del complesso monumentale della Croce del Papa sul dosso dell’Androla a Cevo, inserendolo nel programma di più ampio respiro denominato “Dalle vie di Pellegrinaggio della Val Camonica alla strada della via Crucis in Valsaviore”. Il progetto è stato giudicato di importanza sovracomunale e si può ora realizzare grazie ad un’azione amministrativa che ha consentito all’Unione dei Comuni della Valsaviore di essere beneficiari della somma necessaria di 335.000 euro, a fondo perduto, ottenuta grazie ad uno speciale “clik-day”. La croce, secondo tale progetto preliminare, verrà ricostruita esattamente con la stessa forma e lo stesso profilo architettonico. L’asta della croce sarà in acciaio corten, con la garanzia di resistenza alle intemperie ed ai forti venti dell’Andròla. Le vele dei millenni rimarranno così come risultate dalla caduta della grande croce: oltre alle lacerazioni di duemila anni di storia, ora evidenziano anche le ultime lacerazioni dei quel terribile 24 aprile 2015. Una lacerazione, questa ultima, che rimarrà per sempre e che solo la pietà, il dolore che si sublima nella preghiera cristiana e la forza di rinascere riuscirà in parte a lenire la gravità della tragedia accaduta. Cevo e la Valsaviore, la Vallecamonica che crede, a breve potranno avere di nuovo il luogo simbolo dove la targa in marmo posta il 5 novembre 2005 dice “stat crux dum volvitur orbis”: la terra continua nel suo lungo cammino e la Croce è con lei, sempre.
24 APRILE 2014
Il 24 aprile 2014 attorno alle 14.00 la Croce del papa a Cevo sul Dosso dell’Androla improvvisamente si spezzava in due tronconi candendo con un terribile schianto a terra. Lì sotto c’erano i ragazzi dell’Oratorio di Lovere salito a Cevo con il loro curato, don Claudio Laffranchini, per preparare la giornata di festa in onore di Giovanni Paolo II che all’indomani sarebbe stato proclamato santo a Roma in piazza S. Pietro da Papa Francesco. Il sinistro scricchiolio ed il gemere del elgno che si torceva ha messo in allarme i ragazzi che sono riusciti a fuggire: tutti eccetto uno, Marco Gusmini di 21 anni, che, colpito dal legno della testata della croce, ha perso la vita sul colpo.: da quel giorno l’area era stata posta sotto sequestro giudiziario, mentre il pm Katy Bressanelli ordinava una serie di sopralluoghi e perizie, a cura dei periti del tribunale Francesco Passi e Dario Bianchetti, con i periti delle parti raggiunte dall’avviso di garanzia del pm; i vigili del fuoco di Darfo, con la collaborazione dei tecnici della ditta Pedersoli, avevano provveduto a mettere in sicurezza il moncone rimasto i8nfisso al suolo, a rimuovere la statua di Cristo crocifisso, e a trasportare i reperti in un deposito a disposizione degli inquirenti che in questi mesi hanno terminato le indagini e consegnato al pm i risultati delle perizie sul legno della croce, realizzata in legno lamellare, disegnata da Enrico Job per il monumento a Cristo che sovrastava l’altare della cerimonia di beatificazione di Giuseppe Tovini avvenuta a Brescia allo stadio di Mompiano il 20 settembre 1998 alla presenza di Giovanni Paolo II. Per 5 anni quella croce attendeva una sua collocazione: la chiese con particolare motivazione la comunità di Cevo con il Sinmdaco Lodovico Scolari, l’ottenne con il sindaco Mauro Bazzana e il 5 novembre 2005 veniva benedetta nella sua nuova sede sul Dosso dell’Androla, con un Cristo rifatto più leggero, opera dello scultore romano Gianni Gianese. L’area del monumento è stata poi completata con l’amministrazione guidata dal sindaco Silvio Citroni: il luogo era diventato meta di pellegrinaggi, preghiere, attività di animazione religiosa. Il dolore e la tragedia per la morte di Marco Gusmini non hanno però spento la pietà popolare della gente e dei tantissimi che in questi anni sono saluti all’Andròla per visitare il monumento e pregare. Il 19 dicembre 2014 la Procura della Repubblica di Brescia ha emesso il decreto di dissequestro e restituzione del manufatto denominato “Croce del papa”: da allora sono ripresi incontri e approfondimenti, anche sulla spinta della richiesta popolare, per ricostruire il monumento.
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