Si chiama eracleum mantegazzianum dal nome del botanico che l’ha catalogata, chiamata anche Pànace di Mantegazza o di Mantegazzi o Pànace gigante della famiglia delle Apiaceae, di origine caucasica, contenente sali e proteine in grado di sviluppare prodotti tossici per l’epitelio umano della cute, degli occhi, delle mucose in genere, a contatto con il sole. Ecco perché particolarmente nociva in estate quando in molti vanno per campi, prati, sentieri fluviali, piste ciclabili. Il contatto della pianta con la cute o altro epitelio umano provoca immediata ustione e, nei casi di contatto con gli occhi, anche cecità. Il rimedio immediato è la sua totale eradicazione con il controllo dell’area nella quale è cresciuta, con ulteriori interventi periodici. Ma è anche necessario segnalare qualsiasi pianta sospetta a chi ha il compito del monitoraggio ambientale: nel caso della Vallecamonica, il parco dell’Adamello, l’Asl e gli esperti noti, quale è Enzo Bona, botanico camuno di fama internazionale che di recente ha supervisionato l’eradicazione di una stazione di Eracelum Mantegazziamum a Vione.
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