Alghe maleodoranti che invadono le spiagge e le acque del Sebino. Se la stagione turistica grazie al gran caldo di quest’estate, decolla, dall’altro lato, paga le conseguenze dell’assoluta assenza di piogga e del conseguente calo del livello del Sebino. Il lago d’Iseo è passato rapidamente da +10 a -10 a causa di tre fattori: il meteo, quindi la siccità e le alte temperature di luglio, la stagione irrigua che è partita presto, a giugno, e che richiede sempre più acqua per i campi assetati, e il minore apporto d’acqua, che negli anni è calato del 14%, derivante dallo sciogliemento dei ghiacciai in quota. Di conseguenza, il Lago d’Iseo è in emergenza. Per il Consorzio dell’Oglio, che gestisce il Sebino, la priorità era portare a termine la stagione d’irrigazione dei campi per non danneggiare l’agricoltura e per permettere ai diversi Consorsi Agricoli, a turno, di attingere alle acque del Sebino per irrigare i campi. Con questa siccità però sarebbe stato possibile portare a termine tale turnazione senza sforare il livello minimo consentito di -30. Così è stata concessa una deroga fino a ferragosto, fino a -40. L’ulteriore abbassamento del Sebino però ha accentuato un problema che a dire la verità, è da settimane che si è presentato e che sta portando all’esasperazione i residenti, turisti e bagnanti, dei paesi rivieraschi bresciani e bergamaschi: il problema delle alghe. L’alga filiforme che da anni prolifera nel Sebino, sta invadendo spiagge, porti, si raggruppa sulla riva dove il livello è basso e dove i battelli spazzini non riescono a raccoglierla. I battelli sono al lavoro incessantemente per liberare almeno le zone più frequentate dalle alghe ma non riescono a fare fronte all’emergenza. Due battelli sono al lavoro sul lago e uno nei porti, con 10 operatori che lavorano 8 ore e mezzo al giorno. 80mila chili di alghe sono già stati raccolti e portati in discarica a 35 euro per tonnellata. Ma una volta ripulto il lago si riempie ancora. Per questo alcuni amminstratori locali hanno scritto al Ministero dell’Ambiente, alla Regione e alla Provincia, contestando l’intervento del ministro Gian Luca Galletti sul Dvm (deflusso minimo vitale), che ha concesso la chiusura della diga di Sarnico 40 centimetri sotto lo zero idrometrico. Chiedono di avere voce in capitolo sulle scelte che condizionano la vita dei paesi che si afaccaino sul lago poiché in questo momento la situazione rischierebbe di compromettere seriamente la stagione turistica e recare un danno rilevante a immagine e decoro del lago, con possibili riflessi sulla salute pubblica.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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