Grazie Breno per non aver risposto alle provocazioni ed aver mantenuto la protesta su toni civili senza rispondere alle provocazioni e senza far degenerare la situazione. All’indomani della manifestazione organizzata in Bazena domenica scorsa da un gruppo di animalisti contro il malgaro Romelli e suo figlio, che gestiscono in zona una malga comunale, che lo scorso anno hanno ucciso a bastone il cane Moro e che sono stati sorpresi a farlo da un fotografo che ha scattato alcune foto e le ha inviate ai giornali locali sollevando il caso, il sindaco di Breno Sandro Farisoglio, con un comunicato giunto in queste ore in redazione ha voluto sottolineare come “Ancora una volta Breno, in questa occasione la località Bazena che è stata meta di gruppi di protestanti animalisti che non hanno fatto altre che offendere, insultare e provocare" ha mantenuto un atteggiamento corretto. I brenesi presenti – sottolinea il primo cittadino – non si sono prestati a un inutile e possibile scontro, ma hanno risposto alle provocazioni degli animalisti cantando in coro canzoni allegre.
Come brenese e come sindaco del paese sono fiero dei miei concittadini, hanno dimostrato di essere delle belle persone, scrive Sandro Farisoglio. Noi brenesi – conclude – siamo capaci di prendere le distanze da chi conosce solo parole offensive, minacciose e provocatorie. Siamo capaci di ignorare le strumentalizzazioni, forti nella consapevolezza che ognuno va tutelato nel rispetto della legge, che il nostro territorio va apprezzato per le sue grandi potenzialità e che tutti insieme possiamo tendere a un continuo miglioramento. La protesta contro la barbara uccisione del cane Moro era già montana un anno fa quando gli animalisti avevano organizzato una manifestazione in quel di Breno. Il fatto, non aveva lasciato indifferente nessuno e aveva avuto una grande eco mediatica anche a livello nazionale. Ora è la giustizia che deve fare il suo corso. Il sostituto procuratore Roberta Amadeo, titolare dell’inchiesta, ha infatti emesso un decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Giacomo Romelli, 50 anni, e del figlio 18enne Domenico con l’accusa di uccisione di animale in concorso. L’udienza però non è ancora stata fissata. Padre e figlio rischiano da 4 mesi a 2 anni.
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