Anche Enzo ha combattuto, come San Paolo una buona battaglia: nella vita di tutti i giorni, prima di tutto come uomo, come marito, come padre, ma anche come amministratore, come professionista, come politico. Il male incurabile che lo ha strappato ai suoi affetti più cari accomuna Enzo Antonini, lo ha detto questo lunedì don Rosario parroco di Piamborno durante le esequie per il suo ultimo saluto, al cammino dei santi Pietro e Paolo che sono stati solennemente celebrati proprio nel giorno del suo funerale. Enzo Antonini ha lasciato questa terra dopo una lunga battaglia, quella con il male che lo ha strappato agli affetti più cari. Ma i suoi amici, i ragazzi del circolo ippico Ruk, gli amministratori ed i colleghi che hanno camminato con lui per un tratto della sua breve vita, i suoi familiari, la mamma, i fratelli, la moglie Marisa, la figlia Alessandra sanno che Enzo la sua battaglia non l’ha persa, perché lui era un uomo leale, un galantuomo, uno che non ha esitato quando necessario a fare passi indietro, un uomo che ha fatto della professionalità, dell’integrità e dell’onestà una bandiera di vita. Lui nella sua vita ha dato con passione. Ed è questo che di Enzo, che se ne è andato avanti troppo presto, dove restare nel cuore di chi lo ha amato e gli ha voluto bene. Perché le persone continuano a vivere attraverso le loro idee ed il loro esempio e non è solo ricordo. Ciao Enzo, galantuomo Camuno.

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