Si avvicina la data del processo a Massimo Giuseppe Bossetti. Venerdì 3 luglio prenderà il via il processo nei suoi confronti con la prima udienza davanti alla corte d’Assise del tribunale di via Borfuro. Una prima udienza blindatissima, vietata a telecamere, fotografi, smartphone nonostante l’appello dell’imputato che in una lettere scritta dal carcere al consulente, chiedeva di poter far sentire a tutti, con un processo a porte aperte, le motivazioni della sua innocenza. L’uomo è accusato dell’omicidio di Yara Gambirasio. In aula ci saranno anche i genitori della 13enne di Brembate, che per la prima volta vedranno in faccia il muratore di Mapello in carcere dopo che il suo DNA è risultato lo stesso trovato sugli indumenti della giovane. Sono passati 1675 giorni da quell’angoscioso venerdì sera in cui la loro piccola Yara, è uscita di casa per l’ultima volta. 1583 sono invece trascorsi da quel drammatico sabato pomeriggio in cui la tredicenne venne ritrovata cadavere in un campo di Chignolo d’Isola. Da quel momento mamma Maura e papà Fulvio Gambirasio attendono di dare un volto e un nome al responsabile della morte della figlia. In aula accusa e difesa si daranno battaglia.
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