Cresce il numero dei ricorsi al Tar per l’annullamento della diffida notificata dalla Provincia di Brescia lo scorso 19 marzo ad alcune persone a diverso titolo legate alla storia dell’impianto produttivo di Selca di Forno d’Allione in comune di Berzo Demo, dichiarata fallita nel febbraio 2010, all’interno della quale sono rimaste circa 60mila tonnellate di rifiuti speciali, di cui almeno 24mila tonnellate all’aperto sui piazzali ed il rimanente all’interno di capannoni la cui copertura attuale pare non garantisca la piena sicurezza. La provincia ha ,intimato la messa in sicurezza e la bonifica del sito gravemente inquinato. Dalla prima opposizione alla diffida, a firma del funzionario delegato per legge, firmata la scorsa settimana da un ex dirigente della Selca, si sono aggiunti, nelle ultime ore, analoghi ricorsi del curatore fallimentare dell’azienda e dei due fratelli Ivano e Flavio Bettoni, ex proprietari, già sotto processo penale (iniziato il 5 giugno e aggiornato al prossimo 27 ottobre), accusati dalla Procura di Brescia di falso e traffico internazionale di rifiuti nocivi.

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