Nell’azienda agricola “Lavinia” di Luca De Rocchi in Val Camonica la tempesta di ghiaccio ha raso al suolo oltre 800 piante di piccoli frutti, lasciando sul terreno 5 quintali di mirtilli, insieme alla perdita di 30 quintali di patate e 20 quintali di farina di mais. “Sono venuti giù chicchi di grandine come nocciole – spiega De Rocchi – nei teli delle serre ho trovato buchi di oltre un centimetro. Quando ha iniziato ero a casa, ho sentito tutto ma non si poteva uscire. E’ durato oltre un’ora. Non sono riuscito a dormire tutta la notte pensando a quello che poteva essere successo e stamattina ho trovato questa devastazione. Solo il lampone si è salvato, protetto dalle reti di cellophane che sono state danneggiate, ma hanno attutito i colpi dei chicchi. Ma tutto il resto è perduto. Ho danni per oltre 50 mila euro”. Il maltempo ha colpito da nord a sud a macchia di leopardo: dalla Lombardia alla Campania, dopo aver già coinvolto Trentino e Piemonte. “Gli agricoltori stanno provando sulla propria pelle l’effetto di eventi meteo estremi causati dai cambiamenti climatici, l’energia termica accumulata in questi giorni di caldo afoso si è scaricata di notte in particolare nella zona Bresciana – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Brescia e Coldiretti Lombardia – la grandine è uno dei fenomeni più temuti perché provoca danni irreparabili alle coltivazioni vanificando il lavoro di un intero anno.
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