Pare che Amine, per niente scosso, abbia detto ai giudici che sarebbe stata Sara la prima da impugnare il coltellaccio da cucina, con una lama lunga 25 centimetri. Saranno quindi le analisi della scientifica a cui il coltello è stato consegnato, ritrovato a pochi metri dal corpo di Sara, sul vecchio ponte che attravsersa il fiume, ancora insanguinato. L’arma del delitto potrebbe dire molto, per esempio, se Sara l’ha impugnata. La versione di Amine, infatti, sarebbe appunto che la prima ad impugnare l’arma del delitto sarebbe stata Sara e che lui, dopo averla disarmata, avrebbe perso la testa. La 19enne marocchina è stata colpita con 24 fendenti. All’addome, alle braccia, alle mani, come se si fosse difesa. E’ stata colpita all’inizio del ponte pedonale poi la ragazza ha attraversato la strada ed è stramazzata a terra nei pressi della stazione dove è stata trovata e da dove sono scattati i soccorsi. Gli inquirenti si sono messi subito al lavoro e in poche ore hanno risolto il caso. Ora le indagini proseguono per capire cosa essattamente sia successo martedì sera. Oltre al coltello da cucina ne è stato trovato anche un più piccolo, sequestrato pure quello, che però era in acqua e quindi è più difficile che possa dare qualche elemento utile. Quello insanguinato, invece, sarebbe stato notato anche da un testimone, un uomo che nei giorni precedenti l’omicidio aveva visto i tre bivaccare lungo il Serio in una tenda a cui si era avvicinato dopo aver sentito del rumore. Il coltello era ai piedi di Amine.
dal giornale online: Più Valli TV – News
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