Aveva sposato quel ragazzo nonostante la sua famiglia si fosse opposta. Sara El Omri, 19enne di origine marocchina, cresciuta in Italia e con disabilità cognitive e alcune difficoltà motorie, era talmente innamorata del marito che anche dopo un anno di liti e  maltrattamenti, non era riuscita a stargli lontana. Per un po’ era tornata dai sui genitori a Cene ma poi era tornata da lui. Nonostante il 25enne nel frattempo avesse trovato un’amante, di soli 16 anni, di origini svizzere. Questa situazione complicata sarebbe all’origine del delitto: dopo una lite fra i tre, il 25enne potrebbe aver impugnato un grosso coltello da cucina con il quale avrebbe colpito ripetutamente la moglie aiutato dalla sua complice 16enne. Il delitto sarebbe avvenuto nella tarda serata di questo martedì in un boschetto nei pressi della pista ciclabile al confine tra Albino e Pradalunga. Sono circa le 22.45 di questo mercoledì quando pare due persone di passaggio sulla pista ciclabile che costeggia il Fiume Serio, a un centinaio di metri dalla fermata del tram delle Valli di Albino, si imbattono in una giovane agonizzante. I due avrebbero anche intravisto due persone che si davano alla fuga. Il tempo di dare l’allarme e arrivano i soccorsi, ma la ragazza muore poco dopo per le coltellate inferte dai suoi aggressori. Sul posto si precipitano i carabinieri di Clusone e del reparto investigativo di Bergamo e iniziano le indagini. Capiscono che la ragazza si è trascinata sulla pista ciclabile con le sue forze in un disperato tentativo di chiedere aiuto. Il delitto si sarebbe consumato nel boschetto vicino pochi istanti prima: l’aggressore quindi potrebbe essere ancora nei paraggi. I militari setacciano i dintorni nella speranza di trovare l’assassino. Qualche ora dopo, nascosta lungo il fiume, trovano una ragazza. I militari scoprono che ha soli 16anni, che è di origine svizzera e che  aspetta un bambino, poi scopriranno, proprio dal marito della vittima. Parte quindi la caccia all’uomo e il 25enne viene intercettato a Nembro mentre si trovava alla guida del suo furgone.  I due sono stati arrestati e condotti in carcere, a Bergamo lui e al Beccaria di Milano lei, con l’accusa di omicidio volontario in concorso. Avrebbero infatti agito spinti di motivi passionali, per disfarsi di quella ragazza che non voleva rassegnarsi alla fine del suo matrimonio.

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