Di quanto accaduto dopo la morte di Federica Giacomini la porno star che in arte si faceva chiamare Ginevra Hollander, si sapeva ormai tutto. Si sapeva di come Franco Mossoni, operaio camuno compagno della vittima ne aveva inabissato il cadavere nel lago di Garda, dopo averlo occultato in una cassa chiedendo la complicità di un pescatore, fingendosi un biologo. Quattro mesi dopo la compasa della donna, il corpo era stato ritrovato proprio nelle acque del lago di Garda. Ma come la 43enne, un passato come detto da pornodiva, fosse stata uccisa restava un mistero. Fino a qualche ora fa quando il compagno di Federica, il camuno Franco Mossoni, un passato in carcere per l’omicidio di un rivale in amore nel 1978 e una vita a dir poco travagliata, ha deciso di raccontare tutti ai giudici. Il 56enne camuno lo ha fatto davanti al gup di Verona, Guido Taramelli, durante l’udienza preliminare. Franco Mossoni, oggi 56enne, è accusato di aver ucciso, nel febbraio dello scorso anno, Federica Giacomini, di Desenzano, sua compagna, conosciuta nel mondo dell’hard. Davanti al gup Mossoni ha finalmente raccontato che cosa sarebbe successo nella loro abitazione – l’appartamento era della donna – di Corrubbio di Negarine. Il Mossoni ha raccontato al giudice che avrebbe avuto la visione di tre albanesi che lo attaccavano. Lui si sarebbe difeso con un martello. Poi ricorda di Federica, ormai priva di vita fra le sue braccia. Pare che poi se ne sia andato, sperando in un miracolo, cioé di trovare la donna ancora viva al suo ritorno. Non è stato così, quindi solo al suo rientro a casa l’uomo avrebbe preso coscienza che la donna era morta, dopo averla vegliata per un giorno e mezzo decide come sbarazzarsi del corpo. Acquista ciò che gli serve per costruire una "bara", occulta il cadavere nel lago fingendosi un oceanografo e il resto è noto. Una perizia psichiatrica ha dichiarato il Mossoni capace di intendere e volere, non la pensa così il suo difensore, l’avvocato Gerardo Milani che ne ha chiesta una successiva, che però è stata negata. Il giudice ha aggiornato il processo, che verrà celebrato con il rito abbrevviato, a settembre.
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