Con il fiato sospeso fino all’ultimo e poi lacrime, come è normale per chi ha lottato e ha dato il meglio di sé per un risultato che purtroppo non è arrivato. Ma si sa, c’è chi vince e c’è chi perde, è la legge del campo, spesso anche quella della vita e questa volta a perdere è toccato al Darfo Boario. E’ sfumato tutto in 120 minuti, i 90 regolamentari, i supplementari e poi la ruolette russa dei calci di rigore. Passa la Liventina che già la settimana prima in Veneto aveva dato del filo da torcere ai neroverdi segnando, dopo una serie di occasioni mancate da parte del Darfo, un gol a 15 minuti dal termine e ipotecando la corsa verso la serie D. Ce la si poteva fare? Forse anche sì, ma è andata così. Non è bastato il gol di Pià che rimetteva equilibrio tra il risultato dell’andata e questa partita, non è bastato neppure lottare per 20 minuti in inferiorità numerica, non è bastato neppure un Nodari che ha parato l’imparabile, compreso un rigore nel primo dei tempi supplementari di Vianello, lo stesso Vianello che alla lotteria dei rigori, iniziata con un altro miracolo di Nodari, ha dato il ben servito al Darfo. Un Darfo che ha subito, diciamocelo chiaramente, anche un po’ di sfortuna, con una serie di occasioni mancate e il gol subito all’andata, con una partita, quella di questa domenica, che comincia con un Matteo Sonzogni, l’uomo partita dell’andata, subito fuori per uno scontro di gioco che lo ha mandato in confusione. Marco Bolis, che aveva impostato la squadra sul 4-4-2 al 4-3-1-2. Ma al di là di questo, in campo è successo tutto ed il contrario di tutto. I veneti hanno creato le migliori occasioni nel primo tempo. Hanno fallito un gol al 15′, ma poi hanno infilato bersagli sfiorati al 22′ al 25′, al 31′. Sembra che il Darfo subisca e così continua fino all’avvio della ripresa. La svolta arriva al 16′ del secondo tempo quando su spunto di Berta, palla da destra, Pià insacca. Il Darfo ci rirprova al 22′ ma la palla non finisce in rete. Un minuto dopo rischia l’autogoal e poi spinge sull’acceleratore ma il triplice fischio chiude sull’1-0 e si va ai supplementari dove i veneti si riorganizzano senza però diventare particolarmente pericolosi se non all’8′ quando centrano una traversa. L’altra grande occasione sprecata dai veneti, ma è stato bravo anche il portiere neroverde, il rigore tre minuti dopo. Il resto è noia. I 120 minuti si chiudono con le due squadre ancora sull’1-0, risultato uguale a quello dell’andata. Si va ai rigori. La sequenza dei tiri dal dischetto vede Luzzana in rete, il tiro di Grandin parato, Teoldi e Cima in gol, Contratti che tira alto, poi di nuovo Grandin in rete, Mangili che colpisce la traversa, Cofini, Berta e Vianello in gol. 4-4 sui rigori Liventina che guarda alla D e Darfo che per ora resta in Eccellenza con un futuro tutto da costruire perché sembra che il presidente Sallaku guardi ad un grande ed unico team camuno.

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