Ha imbracciato il fucile per uccidere o scacciare un cinghiale e invece il cinghiale lo ha attaccato mortalmente. Vittima Severo Zatti, 73enne di Iseo che questo giovedì sera si era allontanato dalla propria abitazione con un fucile in mano per mettere fine alle incursioni notturne dei cinghiali che avevano danneggiato i suoi terreni. Intorno alle 21.30 è uscito di casa ma non è più tornato. La moglie dopo un paio di ore si è allarmata, è andata a cercarlo e lo ha trovato riverso a terra, senza vita nei pressi del loro cascinale di via Cavone. Morto dissanguato in seguito alla carica di un cinghiale che lo ha attaccato colpendolo ripetutamente e ferendolo alla coscia. Immediato l’allarme e l’arrivo dei soccorsi, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul posto sono giunti anche i carabinieri di Chiari che hanno cercato per fare luce sui fatti. Una tragedia che ha riportato l’attenzione di tutti sulla massiccia presenza di cinghiali e sui disagi che la loro presenza causa soprattutto agli agricoltori. Saverino Zatti infatti sarebbe stato esasperato dalle continue incursioni dell’animale nel suo terreno e per questo lo ha atteso con il fucile questo giovedì sera. Il duello è finito però con la morte di entrambi i combattenti: il cinghiale è stato colpito ma ha caricato ripetutamente l’uomo che, per le ferite riportate alla coscia sinistra, non è riuscito a chiedere aiuto e sarebbe morto dissanguato nel terreno della sua cascina. Il cinghiale è stato rinvenuto senza vita poco distante con una ferita da sparo sul corpo e tracce di sangue sul muso.
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