Si chiama Alessandro Abati, bergamasco di 48 anni di Alzano Lombardo, consulente di progetti infrastrutturali, la vittima italiana dell’assalto terroristico contro un residence per stranieri a Kabul avvenuto mercoledì sera. Con lui sono morti anche un americano e quattro indiani. Abati si trovava nella guesthouse insieme alla sua compagna, di origini kazake, anche lei rimasta uccisa nell’attacco. I due si sarebbero dovuti sposare questa estate a San Pellegrino Terme. Ha sentito i parenti l’ultima volta mercoledì sera per i soliti saluti e a Bergamo era tornato l’ultima volta a Pasqua. Diceva che si trovava meglio all’estero rispetto all’Italia, perché nei Paesi poveri c’è più umanità e coesione. Era molto conosciuto nell’ambito del volontariato. La salma arriverà tra 15 giorni passando da Roma. Sarà sepolto ad Alzano Lombardo. I parenti hanno saputo la tragica notizia nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 maggio: sono stati chiamati ed è stata chiesta loro una foto per il riconoscimento. Giovedì mattina, intorno alle 13, è arrivato anche il sindaco di Alzano Lombardo Annalisa Nowak per dimostrare la vicinanza alla famiglia. Comprendo il loro dolore essendo anch’io genitore". In lacrime Raffaella Bonomo, la moglie del cugino Maurizio Abati: "Ho appena riletto l’invito al matrimonio – è stato il commento della donna – . Un sogno infranto. Che disgrazia". Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino Terme, aveva conosciuto la coppia qualche mese fa: "Posso solo dire di aver incontrato due persone squisite – ha commentato -. La notizia mi ha lasciato scioccato". Alessandro e la giovane sposa avevano scelto il casinò di San Pellegrino Termne per sposarsi: sarebbe stato il primo cittadino di Gandino, amico dello sposo, a ufficializzare le nozze.
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